Alzheimer, il segnale rilevabile prima della comparsa dei sintomi: ecco qual è e perché è molto importante

È stato scoperto un segnale precoce di Alzheimer che ci permette di sospettarne la presenza ben prima che si manifestino i sintomi

Nella diagnosi dell’Alzheimer è fondamentale riuscire a captare segnali che indichino il possibile sviluppo della malattia il più precocemente possibile, prima che si manifestino i sintomi di questa malattia neurodegenerativa. Un nuovo studio, effettivamente, ha scoperto un biomarcatore (più precisamente la molecola miR-519a-3p) che è presente nel nostro corpo già durante la fase asintomatica di questa malattia.

Svolta nella diagnosi precoce di Alzheimer?

alzheimer

Il biomarcatore in questione pare che sia presente nell’organismo prima ancora che compaiano i primi sintomi di demenza collegati all’Alzheimer. Il marcatore fa parte del microRNA, cioè piccolissime molecole di acido ribonucleico a singolo filamento, non codificante. Si tratta di una molecola formata da poche decine di basi nucleotidiche, incapace di codificare le proteine, ma in grado di intervenire nell’espressione genica e anche nel silenziamento dei geni.

Il microRNA può essere rilevato anche nel sangue, nella saliva, nelle urine, nel liquido cerebrospinale e in altri tessuti. La presenza di questo biomarcatore significa riuscire a fare una diagnosi precoce, il che vuol dire rallentare la progressione della malattia adottando terapie più efficaci già prima che si manifestino i sintomi.

scienziati

Questo perché alcune delle terapie più avanzate, come quella che sfrutta gli anticorpi monoclonali, funzionano meglio se adottate nelle fasi iniziali della malattia. Il team di ricercatori dell’Istituto di Bioingegneria della Catalogna (IBEC) di Barcellona e del Dipartimento di Biologia Cellulare, Fisiologia e Immunologia dell’Università di Barcellona, insieme ad altri scienziati e istituti, hanno deciso di concentrare la loro attenzione su questa molecola in quanto è collegata strettamente all’espressione delle proteina prionica cellulare, sigla PrPC, i cui livelli sono anormali nei soggetti con Alzheimer e altre malattie neurodegenerative.

Sia i livelli della molecola che della proteina sono alti durante le prime fasi della malattie, mentre sono bassissimi nelle fasi avanzate, quelle sintomatiche. Non si conosce esattamente il meccanismo per cui questo avviene, ma gli autori dello studio ritengono che gli alti livelli di microRNA determinino progressivamente la riduzione della proteina PrPC durante la progressione della malattia.

dottore con braccia conserte

Gli scienziati hanno poi scoperto che i livelli di questo biomarcatore sono specifici per il morbo di Alzheimer e non correlati con altre malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson.

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