Il rovere più antico al mondo si trova in Italia e ha quasi mille anni

L'età dell'esemplare è stata calcolata con la datazione al radiocarbonio

Il più antico rovere al mondo è stato trovato in Italia, nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, in Calabria. Gli hanno dato il nome di Demetra e, stando agli ultimi studi condotti presso il Cedad dell’Università del Salento a Lecce, avrebbe circa mille anni. Rispetto al massimo conosciuto di questo genere di alberi ha una longevità di tre secoli in più.

Per determinarne l’età, i ricercatori si sono avvalsi della cosiddetta datazione al radiocarbonio. Una metodologia alla quale, di solito, si ricorre per i reperti organici aventi un’età massima di 60 mila anni.

Rovere: manifesto della biodiversità

Rovere più vecchio al mondo

La scoperta da poco avvenuta dimostra quanto il territorio dell’Aspromonte e, in generale, dell’Appennino meridionale sia ben tutelato dal sistema. L’area è un brillante esempio di biodiversità che, come chiunque abbia il pollice verde sa, costituisce un valore aggiunto molto importante.

Viale alberato

Nello specifico, fornisce al Pianeta differenti fonti di nutrimento, che gli consentono di sopravvivere al meglio. Qualora la biodiversità scomparisse, i danni sull’ecosistema sarebbero enormi, fino al punto da non dare più cibo né all’uomo né ad altri esseri viventi.

Raggiungere l’imponente rovere è stato difficile, data la particolare collocazione geografica. Si trova, infatti, in zone impervie, ad alta quota e ripide. Un’ulteriore problema affrontato dalla squadra di analisti concerne la natura stessa della pianta, il cui interno è cavo, vista l’età elevata. In assenza degli anelli, vi erano meno elementi a disposizione per effettuare una stima accurata.

Alberi

Ma grazie alla sofisticata tecnica è stato possibile fare un calcolo dettagliato. Con l’importante rilevamento cresce il fascino di un’area caratteristica, patrimonio del mondo intero.

L’ennesima prova dell’ottimo lavoro compiuto dalle guardie forestali, aventi la professionalità e la competenza essenziali per tenere in vita delle specie così rare e preziose. Un altro motivo di vanto della nostra bella Italia, soprannominata non a caso “il giardino d’Europa”.

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